Un film molto bello, da vedere: tre vicende parallele, tre storie di violenza in una Stoccolma tollerante e aperta ma solo in apparenza. Un film che ci impone di guardare dentro di noi e intorno a noi perchè spesso la violenza è più vicina di quanto si creda.
Il film ha vinto il premio Amnesty International al Festival di Berlino 2007.
Natalia Aspesi nella sua recensione su La Repubblica il 23 aprile 2008 scrive

La Svezia sembra un paese staccato dal mondo perché capita raramente che le nostre cronache se ne occupino, così si continua a supporre che si tratti di un paese di massima democrazia, dove lo Stato pensa a tutto e tutti stanno bene, pacificamente. Poi arriva un film di quelli di cui non si sa nulla, bravi attori a noi sconosciuti, regista Anders Nilssen, 45, anni noto solo a rari cinefili, che ci svela altre verità. Racconti da Stoccolma, premio Amnesty International al Festival di Berlino 2007, è fatto di storie di violenza anche atroce, quotidiana, segreta, che forse non verrà mai denunciata, tra gente che pare per bene, e che potrebbe avvenire, avviene ovunque, anche in Padania…

Oggi dopo gli ultimi episodi di violenza vittime le donne si discute molto di provvedimenti, chissà, come dice Aspesi, “se le giuste e sempre in ritardo iniziative legislative che saranno prese per proteggere le donne (e non solo) dalle violenze fuori casa, verranno estese anche dentro casa: ronde che a sorpresa irrompono nelle case”.

Testo completo della recensione di Natalia Aspesi

ibs

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